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Arcano XI · Tarocchi di Marsiglia

La Forza

Da dove vengono i tarocchi

I tarocchi nascono nell'Italia del Quattrocento come gioco di carte, e per tre secoli sono soltanto quello: le prime testimonianze di un uso divinatorio sono settecentesche, francesi, e le attribuzioni all'antico Egitto che si leggono ancora oggi risalgono a quegli stessi anni — sono un'invenzione del Settecento, non una memoria. Nessuno studio ha mai mostrato che le carte anticipino un evento. Quello che segue è ciò che la tradizione associa a ciascuna carta, riportato come tradizione.

Le carte qui sotto seguono la numerazione dei tarocchi di Marsiglia, che è quella dei mazzi italiani: la Giustizia è l'VIII e la Forza l'XI. Nei mazzi di scuola inglese le due sono scambiate — se il numero non corrisponde al tuo mazzo, è questa la ragione.

La carta dritta

L'undicesimo arcano mostra una donna che apre — o chiude — le fauci di un leone a mani nude, senza sforzo apparente. La tradizione lo legge come la carta del dominio esercitato senza violenza: la pazienza che ottiene quello che l'urto non otterrebbe, l'istinto tenuto a bada invece che soppresso, la fermezza tranquilla. Chi legge le carte sottolinea di solito che il leone non è ucciso né incatenato, e ne ricava che si tratta di un rapporto continuo con qualcosa di indomabile, non di una vittoria conclusa.

La carta a rovescio

A rovescio, per la tradizione, quello stesso equilibrio viene meno: l'istinto che prende il sopravvento, oppure il suo contrario, cioè un controllo così stretto da spegnere ciò che teneva a bada. Alcune fonti vi leggono la paura di affrontare qualcosa, altre l'ostinazione scambiata per coraggio. Sono letture diverse e non riducibili l'una all'altra; nei mazzi vecchi il rovescio non era nemmeno previsto come categoria, e la sua sistematizzazione è ottocentesca.

Sul piano dei legami

Sul piano dei legami la tradizione accosta questa carta alla capacità di reggere una tensione senza romperla né negarla, e non aggiunge altro. Le pagine del cluster la trasformano spesso in un invito rivolto a chi legge — resistere, avere pazienza, non mollare — che è un consiglio, non una lettura, e non viene dalla tradizione ma da chi scrive la pagina. Un mazzo non conosce la situazione di chi lo consulta, e ciò che vi si legge riguarda una figura sulla carta.

Che cosa se ne sa davvero

È una delle due carte che cambiano posto a seconda della scuola: nei tarocchi di Marsiglia e nei mazzi italiani la Forza è l'XI e la Giustizia l'VIII, mentre nel mazzo Rider-Waite-Smith del 1909 le due sono scambiate, per far corrispondere gli arcani ai segni zodiacali secondo lo schema della Golden Dawn. Non è un errore né di una parte né dell'altra: sono due sistemi diversi, e la differenza si vede stampata sulla carta. L'immagine con il leone, invece, è stabile in tutte le versioni fin dai mazzi quattrocenteschi.

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