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Arcano VIII · Tarocchi di Marsiglia

La Giustizia

Da dove vengono i tarocchi

I tarocchi nascono nell'Italia del Quattrocento come gioco di carte, e per tre secoli sono soltanto quello: le prime testimonianze di un uso divinatorio sono settecentesche, francesi, e le attribuzioni all'antico Egitto che si leggono ancora oggi risalgono a quegli stessi anni — sono un'invenzione del Settecento, non una memoria. Nessuno studio ha mai mostrato che le carte anticipino un evento. Quello che segue è ciò che la tradizione associa a ciascuna carta, riportato come tradizione.

Le carte qui sotto seguono la numerazione dei tarocchi di Marsiglia, che è quella dei mazzi italiani: la Giustizia è l'VIII e la Forza l'XI. Nei mazzi di scuola inglese le due sono scambiate — se il numero non corrisponde al tuo mazzo, è questa la ragione.

La carta dritta

L'ottavo arcano dei mazzi italiani mostra una figura frontale seduta in trono, la spada alzata nella destra e una bilancia sospesa nella sinistra, gli occhi aperti e rivolti a chi guarda. La tradizione la legge come la carta della misura: ciò che si pesa prima di muoversi, la conseguenza che segue un gesto, l'equilibrio cercato fra due piatti che stanno fermi di rado. Chi legge le carte insiste di solito sul fatto che la figura non è bendata, a differenza dell'allegoria moderna che tutti hanno in mente, e ne ricava l'idea di uno sguardo che valuta guardando invece di applicare una regola alla cieca.

La carta a rovescio

Capovolta, per la tradizione quello stesso peso viene meno: valutazioni affrettate, criteri applicati in modo diseguale, oppure il rigore portato fino alla durezza sterile. Alcune fonti vi leggono piuttosto una responsabilità che qualcuno rimanda o sposta altrove; altre, quasi all'opposto, uno scrupolo così minuzioso da bloccare qualunque decisione. Le due famiglie convivono nei manuali senza che nessuno le concili, e la ragione è meno misteriosa di quanto sembri: la codificazione dei rovesci arriva nell'Ottocento, molto dopo le immagini, ed è nata già frammentata fra autori che non si leggevano fra loro.

Sul piano dei legami

Sul piano dei legami la tradizione accosta questa carta al bisogno che le due parti pesino uguale — quanto ciascuno dà, quanto riceve, quanto è disposto a riconoscere — e si ferma lì. Le pagine più lette del cluster ne ricavano quasi sempre un torto da riparare o un colpevole da nominare, che sono cose assenti dalla pratica di partenza: sono la forma che il tema prende quando viene scritto per chi ha già una risposta in mente. Una carta pescata da un mazzo non conosce nessuna delle due parti, e l'equilibrio di cui si legge riguarda una figura dipinta, non una situazione reale.

Che cosa se ne sa davvero

È la carta su cui i mazzi non vanno d'accordo, e conviene saperlo prima di contare. Nella numerazione di Marsiglia, quella dei mazzi italiani, fissata dalle stampe settecentesche come il mazzo di Nicolas Conver del 1760, la Giustizia porta l'VIII e la Forza l'XI. Nel Rider-Waite-Smith del 1909 le due sono scambiate, perché la Golden Dawn aveva riordinato gli arcani per farli corrispondere ai segni zodiacali. Chi ha in mano un mazzo di scuola inglese trova quindi la Giustizia all'XI: non è un errore di nessuna delle due parti, sono due numerazioni diverse. L'immagine invece è stabile fin dai mazzi milanesi del Quattrocento: trono, spada, bilancia.

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