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Arcano XXI · Tarocchi di Marsiglia

Il Mondo

Da dove vengono i tarocchi

I tarocchi nascono nell'Italia del Quattrocento come gioco di carte, e per tre secoli sono soltanto quello: le prime testimonianze di un uso divinatorio sono settecentesche, francesi, e le attribuzioni all'antico Egitto che si leggono ancora oggi risalgono a quegli stessi anni — sono un'invenzione del Settecento, non una memoria. Nessuno studio ha mai mostrato che le carte anticipino un evento. Quello che segue è ciò che la tradizione associa a ciascuna carta, riportato come tradizione.

Le carte qui sotto seguono la numerazione dei tarocchi di Marsiglia, che è quella dei mazzi italiani: la Giustizia è l'VIII e la Forza l'XI. Nei mazzi di scuola inglese le due sono scambiate — se il numero non corrisponde al tuo mazzo, è questa la ragione.

La carta dritta

Il ventunesimo arcano mostra una figura nuda dentro una corona d'alloro di forma ovale, con quattro esseri agli angoli: un angelo, un'aquila, un leone e un toro. La tradizione lo legge come la carta del compimento — una cosa arrivata dove doveva, un giro chiuso, il riconoscimento che qualcosa ha preso la sua forma definitiva. Chi legge le carte vi trova anche l'idea di ampiezza, il mondo come spazio percorribile, e nota che la figura al centro sta danzando dentro la cornice invece di stare ferma: un compimento che si regge stando in movimento, non un riposo.

La carta a rovescio

Capovolta, la lettura più diffusa riguarda il passo che manca: un lavoro immobile a un dito dalla fine, un trasloco preparato e mai eseguito, una soglia guardata per anni e mai varcata. Alcune fonti spostano invece l'attenzione sull'orizzonte che si restringe — abitudini serrate attorno a una stanza sola, curiosità spenta, il rifiuto sistematico di uscire — e altre ancora sulla riuscita che, una volta ottenuta, sembra vuota. Sono tre chiavi distinte e nessuna discende dalle altre; chi se ne occupa le tiene di solito tutte a disposizione, scegliendo secondo la domanda posta e non secondo l'arcano.

Sul piano dei legami

Applicata ai legami, la tradizione accosta il Mondo a un rapporto che ha trovato la sua misura oppure a uno che ha finito di dire quello che aveva da dire: nella stessa immagine di cerchio chiuso le due cose convivono senza contraddirsi, ed è raro che le pagine del cluster lo ammettano. Lì diventa quasi sempre una convivenza, un matrimonio o un trasferimento all'estero, con tanto di tempi: sono esiti e restano fuori. Quello che si legge qui è una condizione di compiutezza che non riguarda nessuno in particolare finché non è qualcuno a leggerla su di sé.

Che cosa se ne sa davvero

La cornice ovale e i quattro esseri agli angoli non nascono con il tarocco: la mandorla e il tetramorfo — angelo, aquila, leone e toro, i simboli degli evangelisti — sono iconografia cristiana corrente da secoli prima del Quattrocento, e nei mazzi di Marsiglia arrivano già formati. Nei Visconti-Sforza la carta è tutt'altro: due putti reggono una sfera dentro la quale si vede una città murata sull'acqua. Il numero XXI e l'ultimo posto valgono per l'ordine milanese e per Marsiglia, mentre in area bolognese e fiorentina sopra il Mondo resta l'Angelo. Il Matto, che non porta numero, sta fuori dal conteggio in tutte le versioni.

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