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Arcano XIX · Tarocchi di Marsiglia

Il Sole

Da dove vengono i tarocchi

I tarocchi nascono nell'Italia del Quattrocento come gioco di carte, e per tre secoli sono soltanto quello: le prime testimonianze di un uso divinatorio sono settecentesche, francesi, e le attribuzioni all'antico Egitto che si leggono ancora oggi risalgono a quegli stessi anni — sono un'invenzione del Settecento, non una memoria. Nessuno studio ha mai mostrato che le carte anticipino un evento. Quello che segue è ciò che la tradizione associa a ciascuna carta, riportato come tradizione.

Le carte qui sotto seguono la numerazione dei tarocchi di Marsiglia, che è quella dei mazzi italiani: la Giustizia è l'VIII e la Forza l'XI. Nei mazzi di scuola inglese le due sono scambiate — se il numero non corrisponde al tuo mazzo, è questa la ragione.

La carta dritta

Il diciannovesimo arcano mostra un sole dal volto umano con raggi alterni, gocce sospese nell'aria e due figure che si tengono davanti a un muretto basso. La tradizione lo legge come la carta di ciò che si vede bene: il gioco fatto alla luce, l'intesa che non ha bisogno di essere spiegata a nessuno, il riconoscimento pubblico di qualcosa che c'era già. Nei tarocchi il Sole è anche una delle poche carte in cui due figure compaiono alla pari, e chi legge vi trova per questo un rapporto simmetrico più che una vittoria: la scena dipinta è un cortile, non un trionfo.

La carta a rovescio

Capovolta, la carta viene letta in due direzioni che convivono senza accordarsi mai. La prima sottrae luce: entusiasmo raffreddato, un merito che nessuno registra, una faccenda rimandata finché smette perfino di interessare. La seconda ne aggiunge troppa e la chiama vanità — ostentazione, chiasso attorno a poco, l'abitudine di mettersi al centro del cortile senza guardare chi ci sta intorno. Una parte delle fonti insiste sulla prima chiave, i manuali più recenti quasi tutti sulla seconda, e la distanza fra le due dice qualcosa sull'epoca in cui sono stati compilati, prima ancora che sull'arcano.

Sul piano dei legami

Applicata ai legami, la tradizione riconduce il Sole a ciò che in un rapporto è dichiarato invece che sottinteso: una cosa detta anche fuori, un'intesa semplice, il piacere di stare insieme senza doverlo argomentare. Nelle pagine più lette del cluster diventa quasi sempre un matrimonio o una gravidanza, spesso con una stagione attaccata; sono esiti, e gli esiti sono precisamente ciò che una carta non contiene. Quello che si legge qui è un clima fra due persone, non una notizia su qualcuno né una scadenza.

Che cosa se ne sa davvero

Nei tarocchi Visconti-Sforza il Sole è retto da un putto in volo che tiene sopra un paesaggio una testa raggiante: le due figure del muretto non ci sono. Compaiono nei mazzi francesi, e nel Marsiglia di Nicolas Conver del 1760 sono già quelle che si conoscono — chi siano non è mai stato deciso: alcune letture ne fanno due gemelli, altre due fratelli, altre ancora una coppia, e il muro alle loro spalle è stato descritto sia come recinto sia come rovina. Nel Rider-Waite del 1909 la scena cambia del tutto: resta un bambino solo, a cavallo, davanti a un filare di girasoli. Il numero XIX chiude la terzina delle carte celesti, dopo le Stelle e la Luna.

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