StarsMundi
Arcano XX · Tarocchi di Marsiglia

Il Giudizio

Da dove vengono i tarocchi

I tarocchi nascono nell'Italia del Quattrocento come gioco di carte, e per tre secoli sono soltanto quello: le prime testimonianze di un uso divinatorio sono settecentesche, francesi, e le attribuzioni all'antico Egitto che si leggono ancora oggi risalgono a quegli stessi anni — sono un'invenzione del Settecento, non una memoria. Nessuno studio ha mai mostrato che le carte anticipino un evento. Quello che segue è ciò che la tradizione associa a ciascuna carta, riportato come tradizione.

Le carte qui sotto seguono la numerazione dei tarocchi di Marsiglia, che è quella dei mazzi italiani: la Giustizia è l'VIII e la Forza l'XI. Nei mazzi di scuola inglese le due sono scambiate — se il numero non corrisponde al tuo mazzo, è questa la ragione.

La carta dritta

Il ventesimo arcano mostra un angelo che esce da una nube con una tromba, e sotto tre figure nude che si sollevano da una tomba aperta. La tradizione lo legge come la carta della chiamata: qualcosa che si riteneva chiuso torna a muoversi, una faccenda vecchia si riapre, ci si sente convocati da qualcosa che non si è scelto. Chi legge le carte insiste sul fatto che le figure non stanno andando da nessuna parte — si stanno alzando, e basta: il momento raccontato è quello in cui si risponde a un richiamo, non quello in cui se ne vedono gli effetti.

La carta a rovescio

A rovescio il richiamo viene descritto come non raccolto: lo si sente e si rinvia, oppure si è talmente occupati a processare se stessi che nessun risveglio riesce a compiersi. Le fonti si dividono anche qui: una parte sposta l'accento sulla severità — il verdetto emesso contro gli altri, il conto riaperto soltanto per rinfacciarlo, la colpa tenuta in caldo per anni — e un'altra sul semplice ritardo, una decisione lasciata in sospeso tanto a lungo da marcire. Vale la pena aggiungere che in buona parte della pratica corrente il rovescio non si usa affatto, e queste carte si leggono in un verso solo: un elenco di significati capovolti non è una regola universale.

Sul piano dei legami

Sul piano dei legami la tradizione accosta questa carta a ciò che torna: una conversazione mai finita, un chiarimento rimasto a metà, un rapporto su cui si tira una riga per vedere che cosa resta scritto sotto. Le pagine più lette del cluster ne fanno quasi sempre il ritorno di una persona precisa, ogni tanto con un mese attaccato; il ritorno è un esito e la data è un'aggiunta, e nessuna delle due appartiene a ciò che si riporta. Quello che si legge qui è un momento di verifica, e chi verifica è la persona che ha in mano le carte.

Che cosa se ne sa davvero

La scena è il Giudizio universale, uno dei soggetti più frequentati della pittura del Quattrocento: chi dipinse i primi trionfi milanesi non inventò niente, mise su cartoncino un'immagine che chiunque vedeva in chiesa. Nei tarocchi Visconti-Sforza dipinti intorno al 1450 gli angeli che suonano sono due e in alto compare una figura divina; nel Marsiglia l'angelo è uno solo e le figure che si alzano sono tre. Il numero XX e la penultima posizione valgono per la tradizione milanese, non per tutte: in area bolognese e fiorentina la carta si chiama l'Angelo ed è l'ultimo trionfo, sopra il Mondo. Quale delle due chiuda la sequenza è una questione di regione.

Tutte le carte