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Arcano III · Tarocchi di Marsiglia

L'Imperatrice

Da dove vengono i tarocchi

I tarocchi nascono nell'Italia del Quattrocento come gioco di carte, e per tre secoli sono soltanto quello: le prime testimonianze di un uso divinatorio sono settecentesche, francesi, e le attribuzioni all'antico Egitto che si leggono ancora oggi risalgono a quegli stessi anni — sono un'invenzione del Settecento, non una memoria. Nessuno studio ha mai mostrato che le carte anticipino un evento. Quello che segue è ciò che la tradizione associa a ciascuna carta, riportato come tradizione.

Le carte qui sotto seguono la numerazione dei tarocchi di Marsiglia, che è quella dei mazzi italiani: la Giustizia è l'VIII e la Forza l'XI. Nei mazzi di scuola inglese le due sono scambiate — se il numero non corrisponde al tuo mazzo, è questa la ragione.

La carta dritta

La terza carta mostra una donna seduta con uno scettro e uno scudo, di solito all'aperto. La tradizione la legge come la carta di ciò che cresce e prende corpo: un'idea che diventa una cosa concreta, l'abbondanza intesa come raccolto più che come fortuna, la cura di qualcosa che si è messo al mondo — un figlio, un lavoro, una casa. Chi legge le carte la accosta spesso alla materia e ai sensi, e la contrappone alla Papessa che la precede: là il sapere trattenuto, qui la messa in opera.

La carta a rovescio

Capovolta, la tradizione vi legge una fertilità bloccata o mal riposta: energie spese in qualcosa che non attecchisce, cura che diventa controllo, oppure il vuoto lasciato da qualcosa che non è arrivato. Altre scuole vi leggono l'eccesso opposto — troppa abbondanza, comodità che diventa inerzia. Come per le altre carte, le due letture convivono e non vengono conciliate: chi le riporta di solito sceglie quella che sta meglio nel resto della stesa, ed è utile sapere che il criterio è questo.

Sul piano dei legami

Applicata ai legami, la tradizione riconduce l'Imperatrice al lato concreto di un rapporto: il tempo passato insieme, ciò che si costruisce e che resta, la cura reciproca nella sua forma più materiale. Nelle pagine più lette del cluster diventa quasi automaticamente una gravidanza, ed è la lettura più antica ma anche la più abusata — viene proposta a chiunque peschi la carta, il che è esattamente il contrario di come si legge un mazzo. Ciò che la tradizione associa alla carta riguarda un modo di stare, non un evento assegnato.

Che cosa se ne sa davvero

Nei tarocchi Visconti-Sforza l'Imperatrice porta l'aquila imperiale sullo scudo, e il gruppo Imperatore-Imperatrice-Papa-Papessa riflette con ogni evidenza le due autorità del mondo tardomedievale, quella laica e quella religiosa, ciascuna con la sua coppia. È una struttura politica prima che simbolica: chi giocava sapeva benissimo chi fossero quelle figure. L'associazione con Venere e con la fertilità appartiene alle corrispondenze occultiste dell'Ottocento, ed è posteriore di quattro secoli alle carte.

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