StarsMundi
Arcano II · Tarocchi di Marsiglia

La Papessa

Da dove vengono i tarocchi

I tarocchi nascono nell'Italia del Quattrocento come gioco di carte, e per tre secoli sono soltanto quello: le prime testimonianze di un uso divinatorio sono settecentesche, francesi, e le attribuzioni all'antico Egitto che si leggono ancora oggi risalgono a quegli stessi anni — sono un'invenzione del Settecento, non una memoria. Nessuno studio ha mai mostrato che le carte anticipino un evento. Quello che segue è ciò che la tradizione associa a ciascuna carta, riportato come tradizione.

Le carte qui sotto seguono la numerazione dei tarocchi di Marsiglia, che è quella dei mazzi italiani: la Giustizia è l'VIII e la Forza l'XI. Nei mazzi di scuola inglese le due sono scambiate — se il numero non corrisponde al tuo mazzo, è questa la ragione.

La carta dritta

La seconda carta degli arcani maggiori mostra una figura femminile seduta, con un libro socchiuso in grembo e un velo teso alle spalle. La tradizione la legge come la carta di ciò che si sa e non si dice: il sapere tenuto in disparte, la decisione rimandata perché non è ancora il momento, l'attesa che non è pigrizia. Chi legge le carte la associa allo studio e alla vita interiore più che all'azione, e nota che il libro non è né chiuso né aperto — un dettaglio su cui la letteratura del tarocco torna spesso, e da cui ricava l'idea di una conoscenza disponibile ma non ancora spesa.

La carta a rovescio

A rovescio, per la tradizione, lo stesso riserbo viene letto in un'altra chiave: non più raccoglimento ma silenzio che pesa, distanza scambiata per freddezza, informazioni trattenute oltre il necessario. Alcune fonti vi leggono invece il movimento opposto — qualcosa che finalmente viene detto dopo essere stato taciuto a lungo — e vale la pena sapere che le due letture convivono nello stesso cluster senza che nessuno le concili. Il rovescio, nei mazzi, non ha mai avuto una regola sola: dipende da chi legge e dalla scuola in cui ha imparato.

Sul piano dei legami

Sul piano dei legami la tradizione accosta questa carta a ciò che in una relazione resta non detto, e ci si ferma lì: non una persona, non una data, non un esito. Le pagine più lette del cluster ne ricavano quasi sempre un terzo incomodo o un ritorno — due cose che la pratica di partenza non contiene affatto, e che compaiono perché sono quello che chi cerca vorrebbe leggere. Una carta pescata da un mazzo non sa niente di chi la pesca, e il riserbo di cui parla la tradizione non riguarda nessuno in particolare.

Che cosa se ne sa davvero

È la carta con la storia documentata più curiosa del mazzo. Nei tarocchi Visconti-Sforza dipinti a Milano intorno al 1450 la Papessa porta il saio degli Umiliati, e gli storici la collegano con buona probabilità a Manfreda da Pirovano, parente dei Visconti, eletta papessa da un gruppo ereticale e arsa a Milano nel 1300: un ritratto di famiglia, non un simbolo esoterico. Nei mazzi francesi più tardi la figura diventa «La Papesse» e poi, in alcune edizioni, «Junon», per evitare l'attrito con la Chiesa. Nulla di tutto questo riguarda la divinazione, ed è precisamente ciò che se ne può verificare.

Tutte le carte