Due di Spade
Da dove vengono i tarocchi
I tarocchi nascono nell'Italia del Quattrocento come gioco di carte, e per tre secoli sono soltanto quello: le prime testimonianze di un uso divinatorio sono settecentesche, francesi, e le attribuzioni all'antico Egitto che si leggono ancora oggi risalgono a quegli stessi anni — sono un'invenzione del Settecento, non una memoria. Nessuno studio ha mai mostrato che le carte anticipino un evento. Quello che segue è ciò che la tradizione associa a ciascuna carta, riportato come tradizione.
Le carte qui sotto seguono la numerazione dei tarocchi di Marsiglia, che è quella dei mazzi italiani: la Giustizia è l'VIII e la Forza l'XI. Nei mazzi di scuola inglese le due sono scambiate — se il numero non corrisponde al tuo mazzo, è questa la ragione.
La carta dritta
Nei mazzi di Marsiglia questa carta non racconta niente: due lame ricurve che si incrociano e chiudono un ovale, un fiore al centro, nessuna figura. La scena che quasi tutti hanno in mente — una donna seduta e bendata, due spade incrociate sul petto, il mare e uno spicchio di luna dietro le spalle — è del 1909. La tradizione novecentesca la legge come la carta dello stallo: due possibilità tenute in equilibrio, una tregua che regge finché nessuno si muove, lo sguardo tolto apposta da ciò che si sa già. Chi legge le carte insiste sul fatto che non è indecisione qualunque, ma un pareggio costruito perché nessuno debba scegliere.
La carta a rovescio
Capovolta, viene letta come la benda che scivola: l'informazione mancante affiora, oppure la pazienza finisce e la sospensione si rompe da sola. Un'altra parte delle fonti insiste sul verso opposto — un rinvio che marcisce, due parti ferme oltre il punto in cui fermarsi serviva a qualcosa. Vale la pena sapere che il verso capovolto non appartiene ai mazzi antichi: nasce con le tavole di Etteilla, negli anni Ottanta del Settecento, le prime a stampare sulla carta stessa un significato dritto e uno rovesciato, e di lì si diffonde nell'Ottocento fino a sembrare una regola.
Sul piano dei legami
Sul piano dei legami la tradizione accosta questo due a una situazione tenuta in pareggio: due strade che restano aperte perché nessuna viene chiusa, oppure un discorso che si evita da entrambe le parti. Si riporta e ci si ferma lì. Le pagine del cluster ci mettono quasi sempre un terzo incomodo, che nella pratica di partenza non c'è affatto: compare perché uno stallo, raccontato in amore, si vende meglio come triangolo. Una carta pescata da un mazzo non conosce le persone e non ha modo di contare quante sono.
Che cosa se ne sa davvero
Nei mazzi italiani — napoletani, piacentini, bergamaschi — le spade sono lame ricurve che si intrecciano fra loro, mentre nelle carte di seme spagnolo restano dritte e separate: è la differenza che si nota subito, e il due è la carta dove si nota meglio. Il titolo che la letteratura ripete, «Signore della Pace ristabilita», non viene da nessun manoscritto antico: è della Golden Dawn, 1888, e le letture inglesi del Novecento ne discendono. A Marsiglia, prima di quelle attribuzioni, il due di spade era un motivo geometrico e, nel gioco, una carta bassa fra le altre.