Tarocchi sì o no
Tieni la tua domanda in mente: la carta si legge da sola, e chi la legge ti dice da cosa ricava l'inclinazione.
Perché non c'è un campo dove scrivere la domanda
Non è una dimenticanza. Una domanda scritta racconta cose di te che qui non abbiamo nessun motivo di raccogliere — chi sta male, chi è malato, chi ha una causa in corso. Finché la domanda resta tua, questa pagina non tratta nessun dato che ti riguardi.
Il costo è dichiarato: la lettura parla della carta, non della tua situazione. Se vuoi che l'astrologo sappia di cosa stiamo parlando, quella è la chat, e lì si entra con un account.
Una carta non decide al posto tuo
Quello che esce non è un verdetto e non va usato come tale. La tradizione dei tarocchi legge inclinazioni: la carta pende da una parte, e il senso della lettura è capire perché — che è utile anche quando la risposta non ti piace. Su salute, soldi e questioni legali la risposta giusta è un professionista, non una carta.
Da dove vengono davvero i tarocchi
I tarocchi nascono nell'Italia del Quattrocento come gioco di carte, e per tre secoli sono soltanto quello: le prime testimonianze di un uso divinatorio sono settecentesche, francesi, e le attribuzioni all'antico Egitto che si leggono ancora oggi risalgono a quegli stessi anni — sono un'invenzione del Settecento, non una memoria. Nessuno studio ha mai mostrato che le carte anticipino un evento. Quello che segue è ciò che la tradizione associa a ciascuna carta, riportato come tradizione.
Le carte qui sotto seguono la numerazione dei tarocchi di Marsiglia, che è quella dei mazzi italiani: la Giustizia è l'VIII e la Forza l'XI. Nei mazzi di scuola inglese le due sono scambiate — se il numero non corrisponde al tuo mazzo, è questa la ragione.
Le altre pagine del cluster
La carta del giorno, la stesa sui legami, e i significati uno per uno.